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VENEZIA
GHETTO EBRAICO DI VENEZIA
A due passi dalla famosa piazza San Marco, un quartiere che ha cambiato la storia.
Parti da Piazza San Marco e cammina per 20 minuti verso nord-ovest. Attraversa ponti e calli strette, fino a entrare in un luogo unico al mondo: il Ghetto Ebraico di Venezia.
Qui, nel 1516, nacque la prima parola ghetto. In quest'isola piccola, una comunità intera fu costretta a vivere chiusa. Ma dentro quei palazzi altissimi nacque una cultura straordinaria, con scuole, commerci e sinagoghe
nascoste che esistono ancora oggi.
A 20 minuti dalla folla, un silenzio che racconta secoli .
Vita dura
Porte chiuse di notte, guardie cristiane, obbligo di indossare un segno (berretto giallo poi rosso), affitti più alti.
Cultura fiorita
Non potendosi allargare, costruirono in altezza (case altissime). Nacquero 5 sinagoghe, una stamperia ebraica famosa in Europa.
1797: fine
Napoleone abbatte i cancelli e libera gli ebrei.
Olocausto
Tra il 1943 e il 1945, 289 ebrei veneziani furono deportati. Solo 7 tornarono.
Oggi
Museo, sinagoghe visitabili, ristoranti kosher. Un simbolo di memoria e resilienza.

Il Ghetto, un piccolo mondo nel mondo
Siamo entrati nel Ghetto come si entra in un segreto. I ponti stretti, i mattoni rossi, le finestre che si accatastano verso il cielo come libri su uno scaffale troppo pieno.
E lì, in quel pugno di Venezia, abbiamo trovato il mondo intero.
Turisti da tutti i continenti si mescolavano nel silenzio rispettoso di quel campo. Qualcuno leggeva una lapide. Qualcuno alzava lo sguardo verso i piani alti. Noi abbiamo alzato le macchine fotografiche
In fondo, non eravamo lì per caso. Eravamo lì perché un pezzo di storia si è fermato tra quelle mura, e il resto del mondo è venuto a cercarlo.


Sul Ponte di Rialto, tra leggende e selfie

Nel pomeriggio abbiamo lasciato il silenzio del Ghetto e ci siamo tuffati nel caos colorato di Rialto. Il ponte di pietra bianca, con la sua fila di botteghe, sembrava un mercato sospeso sull'acqua.
Il Ponte di Rialto fu costruito in pietra tra il 1588 e il 1591 da Antonio da Ponte, dopo che il precedente ponte di legno era crollato più volte. La leggenda racconta che Antonio fece un patto col Diavolo per completare l'opera: in cambio dell'anima della prima persona che lo avesse attraversato. L'architetto pensò di ingannarlo facendo passare un gallo, ma il Diavolo ingannò sua moglie incinta, che corse sul ponte e morì con il bambino.
Poi abbiamo sfidato il nostro coraggio: intervistare i turisti.
· Abbiamo incontrato dei ragazzini Estoni che erano venuti a Venezia per una gita scolastica, sono stati molto simpatici e ci hanno spiegato cosa facevano e cosa visitavano in questa meravigliosa città.
· Delle signore americane che ci hanno aiutato con le nostre interviste  che abbiamo dovuto fare per il concorso.
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